Addio a Kanzi. Il bonobo che aveva sfidato le barriere del linguaggio è morto il 18 marzo 2024, all’età di 44 anni, presso l’Ape Initiative di Des Moines, Iowa. L’animale è diventato celebre per le sue straordinarie capacità comunicative. È rimasto in cura per una malattia cardiaca prima della sua morte. Nonostante la sua condizione di salute, secondo l’organizzazione che lo ha accolto dal 2004, nel giorno in cui ha lasciato questo mondo “si comportava come al solito ed era felice”.
Nato il 28 ottobre 1980, “ha vissuto una vita piena e straordinaria, conquistando i cuori di chiunque incontrasse. Ha ispirato le persone a conoscere e aiutare a proteggere i bonobo per più di quattro decenni”, riporta l’organizzazione in un comunicato. A differenza di altri primati come Koko il gorilla o Washoe lo scimpanzè Kanzi ha sviluppato le sue abilità comunicative in modo più naturale. E l’ha fatto osservando sua madre adottiva Matata. Fin da giovane, aveva imparato a usare una tastiera di simboli, acquisendo un vocabolario di circa 3.000 parole in inglese.
I videogiochi erano il suo forte. Kanzi ha imparato a giocare a “Minecraft” con gli esseri umani. A ricordarlo è stata anche la primatologa Jill Pruetz ha condiviso su Facebook un ricordo personale: “Sono stata abbastanza fortunata da incontrare Kanzi un paio di volte e sono persino riuscita a conversare con lui tramite la sua tavola dei simboli e a giocare a rincorrerlo”. Secondo Pruetz, l’unica difficoltà che aveva nell’interagire con lei era legata al suo accento texano. La specie dei bonobo, il cui DNA è identico al 98,7% a quello umano, è sempre più al centro degli studi sulla comunicazione animale.