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Le Pen sull’ineleggibilità: “Il sistema ha tirato fuori la bomba nucleare”. Meloni: “Chi ama la democrazia non può gioire”

La destra mondiale si mobilità per la leader del Rassemblement National. Trump: "La Francia sembra proprio gli Usa". E Medvedev evoca i cosacchi russi che entrarono a Parigi nel 1814
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“Il sistema ha tirato fuori la bomba nucleare”. E’ una furia Marine Le Pen nel commentare la condanna a cinque anni di ineleggibilità che ieri le è piombata tra capo e collo ieri nel processo in cui era imputata per appropriazione indebita di fondi dell’Unione europea. In una conferenza stampa nel quartier generale del Rassemblement National, la leader dell’estrema destra francese ha assicurato che il partito “non si lascerà calpestare, per difendere i francesi che hanno il diritto di votare per chi vogliono, per difendere il Paese che sta vacillando”.

“Ci hanno rubato le elezioni politiche – ha proseguito -, non lasceremo che i francesi si facciano rubare le presidenziali. Useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per consentire ai francesi di scegliere i loro futuri leader e vinceremo, perché la verità e la giustizia devono vincere”. Le Pen ha quindi parlato di “ingerenza” dei magistrati “nel processo elettorale”. “A chi potremo dare domani la minima lezione di democrazia nel mondo? Come difendere il signor Navalny” o “l’oppositore del signor Erdogan attualmente in prigione” in queste condizioni?, ha poi chiesto retoricamente.

Da questa mattina diversi esponenti del Rassemblement National stanno duramente attaccando la magistratura francese. E l’estrema destra mondiale si è mobilitata suon di dichiarazioni. “Spero e incoraggio la Le Pen a superare questa persecuzione e a candidarsi alle prossime elezioni presidenziali” del 2027, ha scritto su X l’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro, a processo per il tentato colpo di stato del 2022 e anch’egli dichiarato ineleggibile per aver diffuso false notizie circa il processo elettorale in Brasile.

Donald Trump ha paragonato la sentenza ai propri guai giudiziari. “È una cosa molto importante. So molto a riguardo e molte persone pensavano che non sarebbe stata condannata per nulla, e non so se si tratti di una condanna, ma le è stato vietato di candidarsi per cinque anni ed era la candidata principale”, ha detto il presidente degli Stati Uniti citato dalla Cnn. “Sembra proprio questo paese”, ha aggiunto il tycoon, riconosciuto colpevole nel gennaio 2025 nel caso Stormy Daniels. “L’esclusione delle persone dal processo politico è particolarmente preoccupante data la legislazione aggressiva e corrotta intrapresa contro il presidente Trump qui negli Stati Uniti”, aveva commentato ieri la portavoce del Dipartimento di stato Tammy Rice.

Dmitri Medvedev evoca addirittura l’intervento dei cosacchi russi: solo loro, secondo il vice presidente del Consiglio di sicurezza nazionale russo, “potrebbero riportare la libertà in Francia” dopo “la decisione giudiziaria” di oggi e la condanna di Le Pen. Un riferimento all’ingresso dei cosacchi a Parigi il 31 marzo 1814. “Ma Marine Le Pen li aspetterà?”, domanda l’ex presidente ed ex premier russo su X.

Ben più misurato il commento di Giorgia Meloni: “Non conosco il merito delle contestazioni mosse a Marine Le Pen, né le ragioni di una decisione così forte – ha detto la presidente del Consiglio al Messaggero -, ma penso che nessuno che abbia a cuore la democrazia possa gioire di una sentenza che colpisce il leader di un grande partito e toglie rappresentanza a milioni di cittadini“.

“Mi pare evidente ci sia una tendenza ad attaccare, con mezzi giudiziari, chi pensa a una Europa diversa rispetto ai desiderata dei vertici che la governano oggi”, ha detto a La Repubblica Paolo Borchia, capo delegazione della Lega all’Europarlamento. “Se facciamo una riflessione, la vicenda Le Pen ricorda molto quanto accaduto a Matteo Salvini o a Calin Georgescu in Romania – prosegue – : mi pare evidente si voglia utilizzare la magistratura per fini elettorali”.

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