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Proteste in Francia, studenti in corteo: “Siamo 450mila manifestanti”. Scontri a Parigi e Strasburgo. Il premier sospende le lezioni per tre giorni

Mentre Macron assiste al lancio di un nuovo missile, il ministero dell'Istruzione prova a lanciare un sito per una consultazione pubblica sulla scuola. Mélenchon in corteo: "E' il più potente movimento giovanile da 50 anni"
Proteste in Francia, studenti in corteo: “Siamo 450mila manifestanti”. Scontri a Parigi e Strasburgo. Il premier sospende le lezioni per tre giorni
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La Francia di studenti e insegnanti è tornata in piazza per denunciare l’abbandono dell’istruzione pubblica da parte del governo. E lo ha fatto con una partecipazione che ha pochi precedenti: secondo i sindacati, che si sono uniti ai cortei, sono stati 450mila i manifestanti in tutto il Paese e 100mila solo a Parigi. Cifre che sono state riviste al ribasso dalle autorità (ma restano comunque imponenti): 256mila e oltre 50mila nella Capitale. La protesta, arrivata alla sua terza giornata nazionale di mobilitazione, ha riguardato oltre 900 istituti da Nord a Sud, da Lione a Tolosa, da Nantes a Marsiglia. E non sono mancate le tensioni, considerato che da inizio proteste sono più di 6mila le persone interpellate dalla polizia: gli scontri ci sono stati a Parigi, Strasburgo e Lione. Oggi è stato il primo ministro a ricordare che i feriti tra gli studenti sono 215, 85 membri del personale scolastico, tra cui 34 presidi e vicepresidi. E questa volta, dopo gli interventi massicci dei giorni scorsi, ci sono stati meno fermi: 488 secondo un primo conteggio. La tensione era molto alta dopo che il giorno prima a Lens, nel nord della Francia, un giovanissimo studente ha avuto la mano mozzata da una granata “sting-ball” usata dalla polizia per evitare gli accerchiamenti. Mentre a nord di Parigi, un agente è indagato per lesioni gravissime dopo che un ragazzo ha perso l’uso di un occhio.

Le richieste degli studenti e la solidarietà di Mélenchon

“Non smetteremo finché non ci saranno 10 miliardi sul tavolo“, ha detto a Bfmtv la portavoce dell’Union Étudiante Sabrine Kharbach. “Chiediamo di poter mangiare, dormire e disporre di insegnanti di filosofia nell’anno della maturità, è pur sempre il minimo indispensabile. Chiediamo soprattutto, di smetterla con il disprezzo” da parte delle istituzioni. A sfilare a Parigi in loro sostegno anche il leader de la France Insoumise Jean-Luc Mélenchon: “State facendo qualcosa di incredibile e non ve ne rendete conto”, ha dichiarato. “E’ il più potente movimento giovanile che abbiamo visto da 50 anni a questa parte e nessuno è in grado di dire che avete torto perché avete ragione”, ha aggiunto, prima di esortare i liceali alla prudenza.

Il premier Lecornu sospende le lezioni. Macron convoca i ministri

Proprio mentre i liceali sfilavano, il premier francese, Sébastien Lecornu ha preso la parola all’Assemblea nazionale e annunciato la sospensione delle lezioni nei licei di Francia fino al fine settimana per organizzare un “momento di democrazia interna” con gli studenti. “A partire da domani mattina, da giovedì o venerdì, è prevista una completa sospensione delle normali attività didattiche per consentire ai dirigenti scolastici e a ogni preside di dedicare del tempo alla democrazia interna del liceo”, ha affermato il premier, rivolgendosi ai deputati. Intanto stasera Macron riunirà diversi ministri per fare il punto sulla situazione dopo la giornata di manifestazione in Francia.

Rispondendo alle accuse sull’uso della forza nei confronti dei più giovani, ha sostenuto che “non si può lasciare uno spazio di tolleranza alla violenza” ma che parlare “di istruzioni politiche di repressione poliziesca” nei confronti degli studenti che manifestano “è una menzogna”. “In una democrazia che funziona – ha detto Lecornu – la responsabilità individuale delle persone, dei cittadini, compresi i minorenni, esiste” e “bruciare un liceo non migliora la situazione dei licei”, “linciare un professore non migliora il tasso di presenze dei supplenti”. Lamentando che “l’ultraviolenza ha bussato alla porta dei licei e deve essere condannata”, Lecornu ha poi ammesso l’esistenza di “incidenti”. Quindi ha accusato La France Insoumise di “soffiare sui carboni ardenti”. “Forse, in una manovra così delicata di ordine pubblico, possono succedere incidenti? – si è chiesto il premier nel suo discorso – La risposta è sì. E dico incidenti poiché vedò anche la terminologia usata di violenze della polizia. Violenze della polizia, suggerirebbe che ci siano istruzioni politiche di repressione poliziesca. E’ falso, è una menzogna e significa lanciare il disonore sulla polizia della Repubblica”.

Nelle scorse ore ha fatto molto discutere l’enorme dispiego di forze di polizia e l’uso della forza contro studenti minorenni. “Una repressione brutale”, ha detto la Ligue des droits de l’homme. Un ragazzo ha perso un occhio e un compagno una mano, mentre le forze dell’ordine hanno aperto circa una decina di indagini interne. Oggi, mentre Emmanuel Macron assisteva al primo lancio di un nuovo missile intercontinentale da sottomarino, il ministero dell’Educazione lanciava una consultazione pubblica nazionale aperta agli studenti. Da lunedì 5 a venerdì 23 ottobre, si legge in una nota diffusa dal ministero guidato da Edouard Géffray, gli studenti potranno recarsi sulla piattaforma Agora per “comunicare le loro difficoltà, le loro aspettative e e le loro proposte per migliorare la scuola”. La piattaforma è aperta a tutti gli studenti ma al momento, apparentemente, anche chiunque voglia dare il suo contributo anonimo. Tra i quesiti formulati, “Quali sono oggi le principali difficoltà riscontrate a scuola?”, “Cosa dovrebbe, a vostro parere, cambiare o migliorare per imparare meglio e vivere una scuola migliore?”. Un tentativo di dialogo che, per i rappresentanti degli studenti, arriva molto tardi e senza essere accompagnato da promesse di cambiamenti concreti. Anche per questo, oggi, sono scesi in piazza.

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