La Trumpeconomics spaventa pure gli americani, fiducia dei consumatori a picco in marzo

Le annunciate e mutevoli politiche economiche e commerciali dell’amministrazione Trump spaventano pure gli statunitensi. Questo mese la fiducia dei consumatori è scesa sui minimi da quattro anni, attestandosi a 92,9 punti. Uno scivolone rispetto ai 100 punti di febbraio, e più marcato delle attese. L’indice, elaborato dal Conference board, risente dei timori per l’aumento dei prezzi e il rallentamento economico che potrebbe derivare da una guerra commerciale con Europa e Cina. In particolare, l’indicatore delle aspettative per i prossimi sei mesi è sceso di quasi 10 punti, attestandosi a 65,2, il livello più basso degli ultimi 12 anni.
Le aziende statunitensi hanno già prospettato la possibilità di aumenti dei prezzi e diversi economisti hanno messo in guardia del rischio stagflazione (inflazione alta e crescita ferma). Le attese di inflazione per il prossimo anno sono salite al livello più alto in due anni. Altri indicatori, che “indagano” l’umore delle imprese, mostrano un diffuso pessimismo, nonostante, per ora, i dati ufficiali sull’effettivo stato di salute dell’economia restino confortanti.
“L’ottimismo dei consumatori, che aveva retto piuttosto bene negli ultimi mesi, è in gran parte svanito, il che suggerisce che le preoccupazioni sull’economia e sul mercato del lavoro hanno iniziato a diffondersi nelle valutazioni sulla situazione personale”, ha affermato in una nota Stephanie Guichard , economista del Conference Board. Anche Wall Street, che aveva reagito bene alla vittoria di Trump nelle elezioni dello scorso novembre, da inizio 2025 ha invertito la rotta annullando i guadagni accumulati negli ultimi due mesi del 2024. Da gennaio ad oggi l’indice Nasdaq ha perso oltre il 5%, mentre l’S&P500 è in rosso dell’1,6%.