Spesso i genitori per comunicazioni urgenti scolastici o anche semplicemente per condividere opinioni o perplessità sul corpo docente della scuola, si organizzano in chat su WhatsApp. Ma a una coppia qualcosa è andato storto dal momento che ben sei ufficiali della polizia si sono presentati alla porta, facendo scattare l’arresto per “molestie e disturbo alla quiete scolastica”, davanti agli occhi increduli della figlia di 9 anni.
È proprio quello che è accaduto al 50enne Maxie Allen e alla 46enne Rosalind Levine, 46 anni, di Borehamwood, località dello Hertfordshire, al sud dell’Inghilterra. La polizia, dopo approfondite indagini di 5 settimane, ha concluso che non ci saranno ulteriori azioni contro la coppia, come riferisce il The Times.
La lite con la Cowley Hill Primary School è iniziata dopo che Allen si è lamentato del processo di reclutamento di un nuovo preside. La scuola ha quindi contattato la polizia per perché la coppia stava facendo commenti “denigratori e incendiari”. È stato anche impedito loro di partecipare al colloquio con i genitori.
“Non sappiamo come il personale scolastico abbia acquisito i nostri messaggi privati su WhatsApp, – lamentano Maxie Allen e alla 46enne Rosalind Levine -. Lo abbiamo chiesto ma non ci hanno spiegato nulla. Possiamo solo supporre che qualcuno nel gruppo abbia inviato i nostri messaggi a qualcuno che lavorava nella scuola”, ha detto il signor Allen. La figlia del signor Allen e della signora Levine, Sascha, di nove anni, soffre di epilessia ed è neurodivergente, ma la coppia afferma che non è stato loro permesso nemmeno di incontrare gli insegnanti per discutere delle sue condizioni mediche.
Allen ha detto a Sky News, mostrando le immagini immortalate dalle telecamere di sicurezza di casa sua, il giorno dell’arresto: “Quando guardi il filmato del citofono, pensi, cosa stanno facendo questi sei poliziotti? Che operazione è questa? È una cellula terroristica, è un covo di droga che stanno per fare irruzione? No, erano due genitori in lite con la scuola. Vorrei sapere come la polizia ha preso quella decisione, che è stata l’operazione appropriata e necessaria. Non so se siamo i primi genitori ad avere un’esperienza del genere, ma spero che saremo gli ultimi”.
Rosalind Levine ha aggiunto: “Non riusciamo a capire cosa sia successo, non ha alcun senso. Abbiamo fatto qualche indagine, abbiamo chiacchierato un po’ su un gruppo WhatsApp e poi siamo stati arrestati”.
In una dichiarazione diffusa alla stampa, la polizia dell’Hertfordshire ha affermato: “A seguito di segnalazioni di molestie e comunicazioni malevole, che sono reati penali, un uomo e una donna di Borehamwood, entrambi sulla quarantina, sono stati arrestati mercoledì 29 gennaio. Gli arresti erano necessari per indagare a fondo sulle accuse, come di routine in questo tipo di questioni. Dopo ulteriori indagini, gli ufficiali hanno ritenuto che non si dovessero intraprendere ulteriori azioni a causa di prove insufficienti“.
(Foto/frame da video Sky News)