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Il sindacato della vigilanza privata dopo la rapina di Livorno: “Politiche di prevenzione di Piantedosi inadeguate”

Il Savip all'attacco del ministero dell'Interno: "La disorganizzazione ministeriale è il nuovo 'superenalotto' dei criminali. Ma nessuno ci ascolta", dice il segretario Vincenzo del Vicario
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Una critica a tutto campo alle politiche definitive “inadeguate” e l’accusa di essere “inerte” mentre il rischio aumenta “esponenzialmente” e le condizioni di lavoro sono “peggiorate”. Dopo la rapina ai portavalori di venerdì sera a Livorno – e quella nel Foggiano il giorno precedente – il Savip, il sindacato autonomo di vigilanza privata, va all’attacco del ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi chiedendogli di “porsi degli interrogativi circa l’adeguatezza delle politiche di prevenzione”. Il Viminale “non riesce a darsi un’organizzazione moderna e credibile per la direzione e controllo delle sicurezze private”, accusa il segretario nazionale Vincenzo del Vicario sottolineando che “l’attenzione è posta solo sulla repressione e i risultati si vedono”.

Il Savip chiede invece un completo ribaltamento del paradigma: “La completa revisione delle circolari emanate in materia di trasporto e custodia dei valori, che elimini gli eccessi lassisti concepiti solo per favorire le lobby degli speculatori, è indifferibile, ma non basta più – continua del Vicario – Occorrono investimenti che, a partire dal Dipartimento della Polizia, diano alle mortificate attività informative, di analisi e di prevenzione del crimine e di polizia amministrativa la loro dignità, anche organizzativa”.

Il sindacato sottolinea come negli ultimi anni siano precipitate le condizioni di sicurezza sul lavoro per le guardie giurate: “Chiuse le sedi locali della Banca d’Italia, con aumento delle masse di contanti in circolo su lunghe percorrenze, nell’inerzia ministeriale sono state solo peggiorate le condizioni di lavoro delle guardie giurate ed esponenzialmente elevato il rischio”. Tradotto: “Somme enormi viaggiano a bordo di automezzi del tutto inadeguati alla protezione dei lavoratori e all’efficace prevenzione di attacchi dei delinquenti”, sostiene del Vicario.

I servizi “espletati con turni massacranti”, dice ancora il segretario del Savip, “non sono raccordati con quelli territoriali delle Forze di polizia, cosicché i malviventi possono attaccarci in qualsiasi momento sapendo di poter godere di molto tempo prima che qualcuno venga in nostro soccorso e, quindi, di sostanziale impunità”. Una sorta di buco nero: “La disorganizzazione ministeriale è il nuovo ‘superenalotto’ dei criminali. Ma nessuno ci ascolta”, conclude del Vicario.

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