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Cresce il movimento canadese per il boicottaggio dei prodotti made in Usa dopo le minacce di Trump

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Si rafforza la determinazione dei canadesi nel esprimere con i loro comportamenti di acquisto l’opposizione alle ripetute aggressioni verbali (e non solo) da parte di Donald Trump. Il movimento Buy Canadian, riporta l’agenzia Reuters, si diffonde e le aziende statunitensi sono sempre più preoccupate. Ad essere colpiti sono prodotti di tutti i tipi, dai pannolini a bevande ed agrumi. I consumatori canadesi scelgono i prodotti nazionali e i grandi distributori annullano o riducono le ordinazioni dagli Usa. Nel 2024 il Canada ha importato beni statunitensi per un valore di quasi 350 miliardi di dollari.

Reuters cita anche alcune storie emblematiche come quella del produttore di pannolini californiano Parasol che stava cercando di espandere le sue vendite in Canada. All’inizio di marzo però, il distributore canadese, ha interrotto il progetto di espansone avviato con la controparte Usa citando il “crescente sentimento antiamericano“. “Hanno ricevuto istruzioni da un rivenditore di sospendere qualsiasi lancio di un marchio americano“, ha detto un rappresentante di Parasol

Sempre ad inizio mese sono piovute disdette anche per ordini di agrumi provenienti dalla California. Anche la divisione canadese di Walmart (colosso Usa della grande distribuzione) ha ridotto le spedizioni dagli Stati Uniti. A frenare gli ordini, in questo caso, è pure l’incretezza su possibili ritorsioni canadesi ai dazi decisi dalla Casa Bianca. Un altro big della Gdo come Metro, ha affermato l’intenzione di dare priorità ai prodotti canadesi, ove possibile. “La nostra intenzione non è quella di rimuovere i prodotti americani dai nostri scaffali se le tariffe entreranno in vigore, valuteremo come facciamo attualmente, tutti gli elenchi di prodotti con l’intento di offrire il miglior valore e i migliori prodotti“, ha affermato un portavoce del gruppo.

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