Il Fatto di domani. Quel che resta degli sfollati: Rafah nella tenaglia di Israele ed Egitto. Inchiesta Elkann: la famiglia intoccabile e il danno per l’Italia

Di Il Fatto Quotidiano
10 Febbraio 2024

A RAFAH NETANYAHU NON SI FERMA, L’EGITTO MANDA I TANK AL CONFINE: I PALESTINESI NON HANNO SCAMPO. La situazione nella Striscia potrebbe presto precipitare. Sono almeno 28 i civili uccisi nei raid israeliani nella città meridionale di Rafah. In uno degli attacchi, secondo i media di Tel Aviv avrebbe perso la vita anche Ahmed al-Yaakobi, capo dell’intelligence di Hamas, insieme al suo vice Iman a-Rantisi e al delegato della polizia islamica per la distribuzione degli aiuti, Ibrahim Shatat. Durante il gabinetto di guerra, Netanyahu ha annunciato che l’operazione volta a smantellare i quattro battaglioni di Hamas presenti nell’area andrà avanti un mese, fino al Ramadan che inizia il 10 marzo. Ma Rafah è anche il luogo in cui si trova, al momento, più della metà dei 2,3 milioni di abitanti della Striscia, la maggior parte dei quali sfollati durante le precedenti azioni di guerra. Tutto fa presagire, dunque, nuovi massacri. Hamas ha invitato il Consiglio di sicurezza dell’Onu a “convocare una riunione immediata” e le stesse Nazioni Unite, per bocca del sottosegretario per gli Affari umanitari, Martin Griffiths, hanno dichiarato che ormai, a Gaza, “non c’è più alcun posto dove andare”. Bibi ha incassato uno smacco dal punto di vista economico: l’agenzia Moody’s taglia il rating di Israele a A2 da A1 con outlook negativo. Come vedremo sul Fatto di domani, però, la situazione è estremamente pericolosa anche perché il presidente egiziano al-Sisi si prepara all’invio di carri armati al confine. Il che significa che i palestinesi non avranno scampo. Come non lo ha avuto Hind Rajab, la bimba palestinese di sei anni dispersa dopo un bombardamento che il 29 gennaio aveva ucciso tutti i suoi familiari che si trovavano in un’auto, a Gaza City. Sopravvissuta all’attacco, era riuscita a chiamare la Mezzaluna rossa chiedendo aiuto. Stamattina è stata trovata morta.


ANZIANO, SBADATO O COMPLETAMENTE ANDATO: GLI USA (E NON SOLO) NELLE MANI DI JOE BIDEN. La stoccata stavolta è arrivata dalle colonne del New York Times: deve “fare di più per mostrare al pubblico di essere completamente in grado” di mantenere la presidenza fino a 86 anni. Segno che anche i democratici americani cominciano a essere seriamente preoccupati in vista delle presidenziali di novembre. E invece il presidente americano non fa molto per scrollarsi di dosso quanto meno la nomea del gaffeur. Anzi: ieri ha definito Al-Sisi presidente del Messico, mercoledì aveva parlato dei suoi colloqui recenti col cancelliere tedesco Kohl, che però è morto nel 2017. Nel rapporto dello special counsel Robert K. Hur sulle carte segrete, Biden è descritto come “un uomo pieno di buone intenzioni, anziano, con una memoria non buona”. Che però, al momento, resta l’unico candidato alla successione di se stesso in casa dem. A primarie già partite, la sola possibilità sarebbe un ritiro di Biden a ridosso della convention democratica di agosto. Gesto che oggi sembra assai improbabile. Sul giornale di domani vedremo quali sono le preoccupazioni e come si stanno attrezzando i suoi per arginare gaffes e defezioni.


TRATTORI, ALTRO CHE FINITA: SIGLE SPACCATE CON DESTINAZIONE CIRCO MASSIMO. Nonostante il vado-non-vado a Sanremo, terminato con le pressioni sulla Rai e la lettura di un comunicato da parte di Amadeus, e nonostante il colloquio con il governo, la protesta degli agricoltori non sembra fermarsi. Oggi è arrivata la conferma che giovedì prossimo l’ex forcone Danilo Calvani vorrebbe portare nella Capitale 20mila appartenenti ai Comitati Riuniti Agricoli (Cra): una manifestazione “aperta a tutti” ma statica al Circo Massimo con una decina di trattori. Talmente aperta che a lui si è unito Giuliano Castellino, ex leader romano di Forza Nuova. Resta invece su via Nomentana, alle porte della città, una delegazione di Riscatto agricolo, delusa dall’incontro di ieri al ministero. Ma anche all’interno di quest’ultima organizzazione ci sono i distinguo e c’è chi si ritiene soddisfatto dall’apertura del governo. Insomma, continua a mancare una voce sola. Sul Fatto di domani capiremo cosa sta accadendo all’interno di un mondo così spaccato e quali potrebbero essere le ulteriori grane per l’esecutivo Meloni, alle prese con lo scontro – neanche tanto nascosto – tra Salvini e Lollobrigida.


INCHIESTA ELKANN, VIAGGIO AL CUORE DELL’IMPERO. Come abbiamo scritto oggi, ci sono due elementi che, intrecciati, potrebbero portare al disfacimento dell’impero Agnelli. Da un lato, Margherita Agnelli – figlia dell’Avvocato e madre di John, Lapo e Ginevra Elkann – che dà la caccia ai capitali offshore di famiglia, che le sarebbero stati occultati nell’accordo sull’eredità. Dall’altro la Procura di Torino, che cerca i redditi, potenzialmente enormi, che sarebbero stati occultati al Fisco, attraverso fiduciarie collegate a paradisi fiscali. Un combinato esplosivo che tocca una delle famiglie notoriamente intoccabili, non solo in Italia. I giornali del gruppo Gedi continuano a non dare o a occultare la notizia dell’inchiesta e persino la segretaria del Pd, Elly Schlein, torna a parlare delle responsabilità del governo su Stellantis ma non pronuncia una sola parola su quanto sta emergendo. Sul giornale di domani i nuovi sviluppi dell’inchiesta e la mappa dell’impero che rischia di crollare.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE

Nuova minaccia degli Houthi all’Italia: “Mette a rischio le sue navi”. “Colpiremo le navi che aggrediscono il nostro Paese o che ostacolano la decisione di impedire alle navi israeliane di attraversare il Mar Rosso”: così Nasr al-Din Amer, vice capo dell’Autorità per i media degli Ansar Allah (Houthi), secondo cui la decisione di guidare la missione internazionale è “pericolosa” per l’Italia e “la conduce allo scontro diretto con noi”.

Sanremo, la serata finale e le polemiche sul razzismo. La 74esima edizione del Festival si avvia alla conclusione dopo aver macinato ancora un record: la sera di ieri, dedicata alle cover, ha totalizzato il 67,9% di share con 11.893.000 spettatori. La puntata è stata vinta dal rapper napoletano Geolier, che si è preso però i fischi del teatro Ariston e gli insulti razzisti sui suoi social. Sul giornale di domani il racconto di quest’ultima giornata sanremese.

Da Torino a Cosenza, il #MeToo dell’università. Ieri nel capoluogo piemontese ieri è stato arrestato l’ex direttore della scuola di specializzazione di Medicina legale: deve rispondere di minacce, stalking e violenza sessuale. E un docente di Filosofia è stato sospeso per un mese dopo alcune segnalazioni di atteggiamenti impropri. Ma quanto sta accadendo a Torino, come vedremo, non è un caso isolato.

Patto di stabilità, siglato l’accordo tra Parlamento e Consiglio Ue. La montagna ha partorito un topolino: dopo settimane di contrattazioni, le istituzioni europee la notte scorsa hanno trovato un’intesa. Come vedremo, però, nei fatti non cambierà quasi nulla.


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