Il blocco della Cisgiordania, gli sfollati a Hebron, la vendetta di Tel Aviv: cosa sta succedendo
A soli tre giorni dalle politiche, prosegue l’escalation delle Idf in Cisgiordania, dove migliaia di palestinesi sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni. Il capo del governo Netanyahu ha promesso una risposta senza precedenti all’attacco contro i militari israeliani, mentre il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha rilanciato la richiesta di assumere il pieno controllo della Cisgiordania e smantellare l’Autorità nazionale palestinese (Anp). Sul terreno, intanto, le organizzazioni per i diritti umani denunciano una situazione sempre più grave. Secondo l’organizzazione israeliana Yesh Din, dall’inizio della raccolta delle olive, a fine settembre, sono stati documentati oltre 670 episodi di violenza dei coloni contro i palestinesi, tra aggressioni fisiche, distruzione di proprietà e impedimenti all’accesso ai terreni agricoli.
A irrompere nella campagna elettorale è soprattutto la crisi di Hebron, dove l’esercito israeliano ha avviato una vasta operazione militare dopo l’attacco di ieri a un checkpoint costato la vita a due soldati israeliani. Due assalitori palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane. La risposta di Tel Aviv è stata durissima: chiusura di Hebron e della vicina Halhul, blocco dell’intera Cisgiordania, perquisizioni, arresti e demolizioni nei quartieri da cui provenivano gli attentatori. Secondo diversi media, circa 1.200 palestinesi sono già stati costretti a lasciare le proprie abitazioni, mentre altri 1.300 rischiano di essere sfollati. L’esercito sostiene di voler smantellare infrastrutture terroristiche e individuare armi e militanti, ma le autorità palestinesi denunciano una punizione collettiva contro la popolazione civile. La nuova offensiva si inserisce in un contesto già segnato dall’espansione degli insediamenti israeliani e dall’aumento delle aggressioni dei coloni contro i palestinesi, in particolare durante la raccolta delle olive.
Il sindaco di Hebron:”2.200 palestinesi costretti a lasciare le proprie case”
Il sindaco di Hebron ha detto all’emittente qatariota Al Jazeera che circa 2.200 palestinesi sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. “Venerdì le forze israeliane hanno effettuato incursioni nelle zone di al-Jalda ed Ein Deir Bahha, costringendo circa 2.200 palestinesi ad abbandonare le proprie case. I residenti non possono né entrare né uscire da Hebron dopo la decisione di Israele di chiudere la città”, ha detto il sindaco affermando che “la politica di Israele è chiara: si basa sulla punizione collettiva del popolo palestinese”. “La politica di Netanyahu di sfollare con la forza i residenti di Hebron viene perseguita per fini elettorali”, ha aggiunto.
Cisgiordania, media: “1.500 palestinesi sfollati”
L’operazione militare israeliana in corso da ieri in Cisgiordania ha costretto già 1.500 palestinesi ad abbandonare le proprie case, mentre le Idf starebbero pianificando l’evacuazione di altre 2.500 persone. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa citando il governatore di Hebron, secondo cui l’operazione ha già causato lo sfollamento di oltre 200 famiglie a partire da ieri. Il governatorato di Hebron ha dichiarato lo stato di emergenza in città e sta istituendo un comitato di gestione delle crisi per assistere le famiglie sfollate, si legge nel rapporto.
Cisgiordania, arrestati 70 palestinesi
Sono circa 70 i palestinesi arrestati dalle Forze di difesa israeliane (Idf) durante l’operazione in corso da ieri in Cisgiordania. Lo ha affermato la Palestinian Prisoner’s Society, spiegando che la maggiore parte sono ex detenuti, mentre centinaia di altri sono sotto interrogatorio. A Hebron, le forze israeliane hanno fatto irruzione in centinaia di case, costretto i residenti ad abbandonare alcune zone della città e trasformato decine di abitazioni in centri di interrogatorio militari, ha aggiunto il gruppo. Blitz anche a Ramallah, Jenin, Nablus, Betlemme, Gerusalemme e in altre zone. Secondo la Prisoner’s Society, oltre 26mila palestinesi sono stati arrestati nella Cisgiordania occupata dall’inizio della guerra di Israele contro Gaza.
Autorità Palestinese: “La comunità internazionale intervenga”
Il governo palestinese chiede alla comunità internazionale di “intervenire con urgenza e di fermare immediatamente l’occupazione e il suo esecutivo prima di altri crimini in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza“. Lo riporta l’agenzia palestinese Wafa che dà notizia di una dichiarazione in cui l’esecutivo “mette in guardia dai rischi rappresentati dall’escalation israeliana in atto in Cisgiordania, più di recente nella zona di Hebron, dove misure di punizione collettiva comprendono lo sfollamento forzato di interi quartieri, la demolizione di case e strutture e la chiusura e l’assedio di città palestinesi”.
Dal 2025, stando a quanto riportato dalla Wafa, “più di 40.000 cittadini” sono stati vittime di “sfollamenti forzati” in Cisgiordania. Il governo palestinese, si legge, considera questa “escalation criminale” come un “atto di aggressione” contro “i palestinesi, la loro terra e le loro risorse” e ribadisce che “questa escalation”, per la quale punta il dito contro Israele, “non porterà né sicurezza né pace per nessuno”, ma “alimenterà solo le tensioni”.
Cisgiordania, circa 70 i palestinesi arrestati nell’operazione dell’esercito israeliano
Sono circa 70 i palestinesi arrestati dalle Forze di difesa israeliane (Idf) durante l’operazione in corso da ieri in Cisgiordania. Lo ha affermato la Palestinian Prisoner’s Society, spiegando che la maggiore parte sono ex detenuti, mentre centinaia di altri sono sotto interrogatorio. A Hebron, le forze israeliane hanno fatto irruzione in centinaia di case, costretto i residenti ad abbandonare alcune zone della città e trasformato decine di abitazioni in centri di interrogatorio militari, ha aggiunto il gruppo. Blitz anche a Ramallah, Jenin, Nablus, Betlemme, Gerusalemme e in altre zone.
Secondo la Prisoner’s Society, oltre 26mila palestinesi sono stati arrestati nella Cisgiordania occupata dall’inizio della guerra di Israele contro Gaza.
Hebron, evacuate almeno 250 famiglie palestinesi
Circa 250 famiglie palestinesi sono state evacuate durante la notte dal quartiere di Hebron in cui risiedevano i terroristi che ieri hanno compiuto l’attentato al posto di blocco dell’Idf nell’area, uccidendo due soldati. Lo riporta Haaretz citando il vicesindaco della città palestinese, Khaled Fahd al-Qawasmi, secondo il quale, nell’ambito dell’operazione militare nella città, alle famiglie è stato consentito di portare con sé solo gli effetti personali essenziali e l’Idf ha iniziato la demolizione di alcune strutture nella zona. Il sindaco Yousef al-Jabari ha dichiarato ai media palestinesi che l’evacuazione riguarda principalmente i quartieri di al-Jalda e Deir Bahha.
Hebron, l’Idf: “L’operazione durerà diversi giorni”
“I soldati delle IDF, l’ISA (Agenzia per la sicurezza israeliana/Shin Bet), gli agenti della Polizia di Frontiera israeliana e il personale dell’Amministrazione di Coordinamento e Collegamento del Distretto di Giudea hanno lanciato un’operazione antiterrorismo nell’area di Hebron, da cui erano emersi i terroristi”, ha fatto sapere l’esercito israeliano dopo l’attentato di Hebron. “Le forze hanno iniziato a condurre perquisizioni precise, mirate e approfondite in tutta l’area per individuare e smantellare le infrastrutture terroristiche e le armi, interrogando al contempo i sospettati – si legge in un comunicato diffuso ieri sera .. L’operazione è mirata e limitata all’area in cui operavano i terroristi, e si prevede che continuerà per diversi giorni”. “Inoltre – precisa la nota -, sono in corso sforzi per migliorare le condizioni di sicurezza nella zona attraverso la demolizione di strutture abusive che potrebbero costituire una minaccia alla sicurezza nel luogo dello scontro”.
Cisgiordania, evacuazioni forzate e decine di arresti
Le forze israeliane, nelle ultime ore, “hanno fatto irruzione in almeno 15 località nel nord della Cisgiordania, arrestando decine di palestinesi”: lo riporta Al Jazeera, citando informazioni dei propri corrispondenti dalla zona. Tali blitz dell’Idf sono stati segnalati dopo che ieri il premier Benjamin Netanyahu aveva annunciato il blocco totale del territorio in seguito a un attacco ad Hebron nel quale sono stati uccisi due soldati israeliani. Stando all’emittente araba, i militari hanno fatto irruzione in almeno 15 località del nord della Cisgiordania, tra cui Nablus e Jenin. Stando all’agenzia palestinese Wafa, nel governatorato di Nablus sono state arrestate 15 persone, delle quali nove nella città stessa di Nablus e altri sei nel villaggio di Burin.